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Bruciore di stomaco, fastidio non appena ci si stende a letto, extrasistole, la pressione al petto che ci fa spaventare e ci genera ansia o attacchi di panico.

Sono Francesco Norcini, consulente nutrizionale e in questo articolo ti voglio parlare di come poter gestire il reflusso gastrico attraverso l’alimentazione.

Quello che ti racconterò in questo articolo è prima di tutto la mia esperienza personale, perché prima di dedicarmi a questo lavoro sono arrivato a pesare 143kg e il Reflusso Gastrico era diventato per me un problema quotidiano.

Oltre alla mia esperienza c’è anche lo studio e l’applicazione su centinaia di miei Clienti di tutta una serie di studi che spiegano come il Reflusso Gastrico sia causato principalmente da problematiche relative all’alimentazione.

Oggi sempre più persone ne soffrono, questo perché è sempre più comune e facile commettere errori, nell’ambito della nutrizione, che possono peggiorare questa condizione.

Ci tengo a precisare però che NON SONO UN MEDICO ma un consulente nutrizionale, qualora quindi tu stia seguendo una terapia specifica NON INTERROMPERLA e per qualsiasi decisione ricorda sempre di interpellare il tuo medico.

La principale causa di reflusso gastrico è un’errata combinazione di alimenti.

Quando prepariamo i nostri pasti, infatti, è del tutto normale usare più ingredienti per cercare di creare combinazioni salutari e soddisfacenti.

Come abbinare i vari ingredienti è un argomento ancora oggi poco discusso e sconosciuto o addirittura screditato da molti medici, al contempo per dipanare i dubbi che ci sono su questa tematica io invito sempre chi entra in contatto con me a fare una semplice cosa: provare.

Se soffri di Reflusso Gastrico non ci metterai tanto a notare un miglioramento o a decretare come inutile un intervento sulle tue abitudini, quindi non ti costa nulla.

Abbinamenti errati sono anche semplicemente pane e marmellata, o riso e fagioli, quindi parliamo di abbinamenti che sono abbastanza comuni in molte regioni italiani.

Oltre al riso rappresentano un problema anche la pasta e tutti i cereali quando abbinati ai legumi.

Purtroppo, però, non è sufficiente analizzare il singolo pasto per una persona che soffre di reflusso, perché tra colazione e pranzo o pranzo e cena è bene prestare le dovute attenzioni.

Un esempio può essere una colazione accompagnata da una ricotta alla quale si fa seguire, a pranzo, un bel piatto di riso. Anche in questo caso, difficilmente si può arrivare a pensare all’interazione tra questi due ingredienti che invece, spesso, sono proprio la causa dei nostri fastidi o del peggioramento della nostra condizione.

Per quanto riguarda la cena, invece, l’attenzione andrebbe riposta su qualsiasi pietanza liquida, come ad esempio il brodo.
Queste pietanze, infatti, diluiscono i succhi gastrici rallentando la digestione e, successivamente, per una semplice azione meccanica, nel momento in cui ci andremo a sdraiare a letto tenderanno a risalire provocandoci reflusso gastrico.

 

PERCHÉ VIENE IL REFLUSSO GASTRICO?

Il reflusso gastrico, almeno una volta nella vita, l’abbiamo provato tutti, sia chi ne soffre in maniera cronica e costante sia chi invece è in piena salute e non presenta alcuna problematica inerente ad esso.

Questo fenomeno è influenzato dall’interazione tra alcuni organi interni, tra cui il diaframma, un muscolo impegnato nella “respirazione”, che è posizionato sotto i polmoni e ha una forma leggermente curva.

Il diaframma si muove come se “sbattesse le ali”, ovviamente in modo molto più delicato e con un movimento più “dolce”, permettendo all’aria di entrare nei polmoni.

Quando il diaframma si flette, infatti, i polmoni si riempiono d’aria e quando si deflette si svuotano, è quindi il muscolo che accompagna ogni nostro respiro.

Il diaframma occupa tutto lo spazio della nostra cavita toracica, e in mezzo a questo muscolo passa il nostro esofago, che collega la nostra bocca al nostro stomaco, che è posizionato esattamente sotto al diaframma.

Letteralmente il “buco” che permette all’esofago di attraversare il diaframma è uno sfintere (nome attribuito a qualsiasi cavità elastica del nostro corpo), nello specifico prende il nome di cardias esofageo.

Una persona che soffre di reflusso ha il “Cardias Beante”, ossia una condizione in cui la cavità è maggiorata a causa di una infiammazione.

Il cardias esofageo, ovviamente, essendo elastico, ha lo scopo di chiudere letteralmente lo stomaco nel momento in cui il cibo è passato, permettendo agli alimenti e ai succhi gastrici di rimanere al loro posto.

Se, però, il cardias non funziona a dovere perché a causa di un’infiammazione non riesce a stringersi a sufficienza per chiudere lo stomaco, è ovvio che il succo acido risale nell’esofago.

Questo fa comprendere facilmente perché, ogni volta che ci pieghiamo o ci sdraiamo, il reflusso gastrico si presenta a infastidirci, per lo stesso motivo per cui se rovesciamo una bottiglia aperta una parte dell’acqua uscirebbe bagnando il tavolo.

 

ERNIA IATALE E BOLLA GASTRICA

In alcuni casi, una conseguenza del Cardias Beante, è la cosiddetta ernia iatale.

In questa particolare condizione letteralmente una parte dello stomaco riesce a passare attraverso un cardias esofageo pesantemente dilatato, andando ad occupare una posizione prima riservata all’esofago, al di sopra del diaframma.

La parte di stomaco che fuoriesce dal cardias esofageo è la parte più “alta”, quella all’interno della quale, solitamente, c’è aria.

Questo perché fisicamente, immaginando il nostro stomaco solo in parte pieno di cibo e succhi gastrici, nella sua parte alta avremo semplicemente aria.

Quest’aria prende il nome di bolla Gastrica, potete leggerne di più su un articolo dedicato (clicca qui), e la sua funzione è quella di permettere al contenuto del nostro stomaco di potersi mischiare ed essere lavorato, ma quando risale al di sopra del diaframma non solo genera tutta una serie di sintomi fastidiosi perché ovviamente è posizionata subito sotto i polmoni, ma può anche peggiorare la condizione di reflusso gastrico e se non trattata portare a conseguenze molto peggiori a carico dell’esofago, inoltre non viene neanche più “smaltita” perché non riesce più facilmente a passare attraverso il cardias esofageo.

 

PERCHÉ SI INFIAMMA IL CARDIAS?

Lo stomaco, l’esofago, la bolla gastrica e il cardias, sono tutti organi impegnati nella nostra digestione, in quanto la funzione cardine del nostro stomaco è quella di processare e distruggere gli alimenti al suo interno.

È ovvio, quindi, che il cardias si infiamma a causa di un’alimentazione scorretta per il nostro corpo.

Quali sono gli alimenti che maggiormente infiammano il Cardias e provocano il reflusso gastrico?

Oltre a quanto ti ho già consigliato all’inizio dell’articolo, è bene fare attenzione a tutta una serie di alimenti che hanno un forte potere infiammante per il nostro corpo.

Primi fra tutti mettiamo latte e latticini, anche se spesso, proprio quando abbiamo il reflusso gastrico, ci viene detto di bere del latte!

Questo in realtà è vero, perché il latte, nel momento in cui entra nello stomaco, cambia e viene trasformato in “caglio”, come? Attraverso l’uso dei succhi gastrici… quindi è vero che bevendo del latte noi risolviamo momentaneamente il problema, perché il latte assorbirà quei succhi gastrici per il suo processo di trasformazione, ma terminato questo processo non farà altro che infiammare ancora di più il nostro cardias.

Sui latticini puoi leggere di più su questo articolo (clicca qui) in cui ne ho parlato ampiamente.

Un altro alimento con un potere infiammatorio per il nostro corpo è il glutine, quindi via anche cereali contenenti glutine, puoi leggerne di più negli altri miei articoli (clicca qui).

Anche gli zuccheri, e qui ne parlo in modo più approfondito (clicca qui), contribuiscono all’infiammazione e infine è bene evitare anche salumi di maiale.

Ovviamente questa lista non può essere esaustiva perché in base ad ogni singola persona ci saranno altri alimenti micidiali per il reflusso.

Ad esempio, il pomodoro o la cipolla sono alimenti che possono infastidire parecchio chi soffre di reflusso, nel mio lavoro, infatti, approfondisco sempre molto bene la situazione di ogni mio Cliente ed è anche tramite l’esperienza diretta che riusciamo a comprendere come risolvere una situazione di reflusso gastrico.

Se vuoi sapere come poter iniziare un percorso che ti aiuti ad ottenere in breve tempo dei risultati visibili sulla tua condizione, mettiti in contatto con il mio staff tramite la live chat presente su questo sito.

Io spero di esserti stato di aiuto con questo articolo e di poterti aiutare ulteriormente qualora deciderai di contattarci.

 

 

Ti invito anche ad entrare nel gruppo Facebook che ho creato per chi è interessato alla nutrizione e alle iniziative che lancio che puoi trovare qui:

 

Qui invece trovi un mio video Youtube inerente all’argomento:

 

 

Buona continuazione. A presto!

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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