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Disintossicazione e dieta: perché il 90% fallisce.

Senza una disintossicazione del tuo corpo non c’è dieta o buona abitudine che sia in grado di garantirti risultati duraturi.

In questo articolo voglio spiegarti perché e darti un approccio completo ad un problema comune a tutti.

Io sono Francesco Norcini, consulente della nutrizione e del benessere e da anni aiuto i miei Clienti a tornare in forma e in salute semplicemente mangiando, ma mangiando bene.

È molto facile insegnare a qualcuno una determinata dieta o consigliargli un periodo limitato di tempo in cui si rinuncia a qualcosa, mostrargli che ha ottenuto grandi risultati e poi lasciarlo andare per la propria strada.

Per questo oggi dilagano le diete e i programmi di detox che vengono spammati ovunque sul Web.

Se io ti convincessi a fare una settimana di digiuno in cui puoi bere solo acqua scommettiamo che perderesti svariati kg e che dopo i primi 3 o 4 giorni ti sentiresti estremamente lucido e smetteresti di avere fame?

Questo vuol forse dire che un digiuno a base di acqua può diventare una “dieta”, un’abitudine ed essere protratto nel tempo?

 

Ovviamente no e questo è uno dei motivi per cui anche la maggior parte delle diete termina con l’inesorabile risultato di riprendere in parte o tutti i kg perduti.

Esistono tonnellate di soluzioni estreme, tra cui il digiuno liquido, il cosiddetto juicing, dove ci si nutre solo di estratti di verdure e frutta, la nutrizione a base di un unico tipo di macronutrienti, o quasi, il problema però è che spesso vengono intrapresi con l’idea in testa di risolvere un problema che abbiamo costruito in decenni interi.

Dobbiamo renderci conto di un semplicissimo elemento che contraddistingue la nostra società: non sappiamo più mangiare.

Una volta in realtà era lo stesso, non eravamo noi a sapere come mangiare, ma lo sapeva madre natura e non esistevano i supermercati di oggi, quindi mangiavi quello c’era quando c’era senza porti troppi problemi.

Oggi è lo stesso, mangiamo quello che c’è quando c’è, ossia mangiamo tutto e sempre.

Il nostro cervello, ovviamente, non è stupido, quindi se anche noi ci sforziamo di eliminare i dolci dalla nostra dieta, lui, che da sempre sfrutta lo zucchero per sopravvivere, ha tutto il potere di fare in modo che noi crolliamo e iniziamo a trovare prima vari sostituti per sentire sul palato quel sapore dolce e poi, alla fine, tornare allo zucchero e ai dolci convinti che in fondo fanno più male i vari sostituti rispetto allo zucchero normale.

 

 

Come si risolve questo problema? Con un percorso fatto di 3 fasi:

  • La disintossicazione
  • L’apprendimento
  • Il reinserimento

 

La disintossicazione

Cosa fa il meccanico se metti il carburante sbagliato nella tua automobile? Svuota il serbatoio lo pulisce e poi mette il carburante corretto.

Ovviamente non sono un meccanico, quindi se per caso la fase di pulizia non dovesse essere necessaria ti chiedo venia, ma il concetto credo che sia comunque semplice.

Lascia che semplifichi al massimo il funzionamento del nostro corpo, devi sapere che è effettivamente in grado di ripulirsi, ma solo nei momenti in cui non è impegnato a fare altro.

Questo principio è anche alla base del digiuno, nel momento in cui non impegniamo più il nostro corpo in un processo pesante come la digestione, inizierà a scomporre le tossine e a espellerle tramite le nostre funzioni fisiologiche.

Ecco perché, soprattutto i primi giorni di un digiuno o di una fase di disintossicazione stiamo male e ci sentiamo a terra.

Tutte le tossine accumulate col tempo vengono smaltite e le sentiamo, non è un processo che viene fatto senza conseguenze.

La buona notizia è che nella maggior parte dei casi, questo periodo non dura a lungo e già in una settimana il peggio è passato.

La disintossicazione serve prima di tutto a liberare il nostro corpo.

 

 

Tutto quello che mangiamo, infatti, soprattutto oggi, proviene da un processo di produzione che porta con sé anche agenti inquinanti e tossici.

Un esempio che faccio sempre è il piombo presente nei pesci, è la conseguenza del progresso.

Ovviamente sappiamo bene quali sono le dosi “sopportabili” ed è per questo che esistono delle soglie massime oltre le quali i produttori di cibo non devono andare.

Sono le quantità massime che il nostro corpo riesce a smaltire senza riportare danni.

L’efficienza con cui il nostro corpo smaltisce queste sostanze, però, è influita da tantissimi fattori, tra cui lo stress, la qualità del sonno e lo stile di vita di ogni persona.

Ecco perché col tempo, inevitabilmente, il nostro corpo accumula tossine che non è stato in grado di eliminare nel tempo.

Fare un reset, staccare la spina e riavviare il sistema, in questi casi, può realmente fare bene e spesso risolve anche problemi di salute più gravi, che magari non si pensava fossero legati all’alimentazione.

Perché molte persone falliscono un percorso di disintossicazione?

Perché stanno male e pensano che il fatto di stare male sia negativo.

Questo è l’unico motivo, quando si inizia un periodo di disintossicazione si passerà una settimana, la prima solitamente, pessima.

Compariranno sintomi come mal di testa, tristezza, spossatezza, diarrea, nausea, letargia, mancanza di concentrazione, nervosismo e molti altri che ora non sto qui ad elencare.

È normale che se non sappiamo quello che stiamo facendo o non abbiamo fissato un obiettivo sul lungo periodo questi sintomi ci comunicano un’unica cosa: smetti immediatamente di fare quello che stai facendo perché stai male.

Oggi come oggi valutiamo ogni sintomo leggermente negativo come qualcosa da dover combattere, senza pensare che in realtà è il modo naturale con il quale il nostro corpo si difende da qualcosa.

Non pensiamo che la febbre è il modo con cui il nostro corpo distrugge un’infezione, o che la produzione di muco è il modo in cui incapsuliamo le tossine da espellere.

Quindi appena pensiamo di stare male andiamo subito nel panico.

Se invece sapessimo che quei sintomi sono un bene e indicano che il nostro corpo sta riuscendo a depurarsi e a ripulirsi di tutta la spazzatura di cui l’abbiamo riempito, vivremmo con gioia anche i giorni più duri di un detox.

E se riusciamo a superare questa fase ritroveremo un’energia e una lucidità incredibile, perché il nostro corpo si sarà ripulito in modo molto più profondo di quanto riesce a fare di solito e sarà in grado di sprigionare tutta la sua forza.

E questo ci porta alla seconda fare, quella dell’apprendimento.

 

Apprendimento

Ora che siamo riusciti a ripulire il nostro corpo e a ridargli un po’ di aria, è ovvio che la cosa più stupida che possiamo fare è tornare a nutrirci e a ributtare dentro tutto quello che gli avevamo buttato dentro prima.

Ovviamente se hai già uno stile di vita sano e il detox che fai è periodico avrai già affrontato questa fase e la prossima e conoscerai già queste informazioni.

Ma se hai deciso di cambiare radicalmente la tua vita e la tua alimentazione perché qualcosa senti che non va o non ti soddisfa, bè, questa è in assoluto la fase più importante sulla quale basare il tuo futuro.

Il nostro corpo, ripulendosi da tutte le tossine, non ha solo più energia, ma ha anche riacquistato la capacità di indicarci cosa è giusto e cosa è sbagliato per lui.

Ti faccio un esempio che spesso accade ai miei Clienti, in molti casi mi è stato chiesto, dopo il primo mese di lavoro insieme, come mai prima si riuscissero a mangiare normalmente latticini mentre dopo gli stessi alimenti causano mal di testa o altri sintomi.

La spiegazione è semplice, un corpo totalmente ingolfato non è in grado di espellere le tossine, che, come abbiamo visto, generano sintomi come ad esempio il mal di testa.

In poche parole, ha talmente tanti processi di pulizia in coda che quei latticini vanno in fondo alla lista delle cose da fare.

Quindi non è che prima si mangiavano senza problemi, ma piuttosto si mangiavano senza comprendere quali problemi scaturissero da quel determinato alimento.

Magari perché il mal di testa arrivava il giorno dopo ed eravamo portati a pensare che fosse a causa di una notte un po’ agitata o magari non arrivava proprio perché in realtà il sintomo prodotto era già di altra natura e più grave, come ad esempio reflusso o problemi legati alla digestione.

Un corpo pulito, invece, è più reattivo e in grado di comunicare meglio, è normale, quindi, che durante la fase di apprendimento, cibi che prima erano parte della nostra dieta quotidiana, mostrino invece conseguenze spiacevoli.

Questo avviene anche grazie al fatto che durante questa fase, solitamente, si reinseriscono pasti semplici, fatti di pochi ingredienti.

Di conseguenza le informazioni e gli alimenti che il nostro corpo deve processare sono pochi e il processo è quindi più rapido e leggero.

Anche in questo caso, però, spesso le persone sbagliano l’approccio e se mangiato un yogurt stanno male pensano che sia normale dopo un detox perché il sistema è tutto scombussolato…

Ma no! Il sistema è perfettamente funzionante e ti sta chiaramente dicendo che quello yogurt lo devi buttare nella pattumiera e smettere di comprarlo.

Ed è a questo che serve la fase di apprendimento.

Devi permettere al tuo corpo di dirti quali alimenti gradisce e quali no, e tenere traccia di queste informazioni provando a cambiare la tua dieta.

A volte è difficile, perché se vivi di yogurt e formaggi e scopri che i latticini ti fanno male, bè, dovrai impegnarti per trovare una soluzione in autonomia.

Per questo esistono professionisti come me che di lavoro aiutano proprio le persone ad affrontare questo percorso.

 

Il reinserimento

Solitamente, durante la fase di apprendimento, le persone scoprono quali sono gli alimenti che per loro non vanno bene.

Tra questi ci sono anche le vie di mezzo e soprattutto la ricerca di questi alimenti non è esattamente breve, pensa alla quantità di ingredienti e cibi vari di cui disponiamo oggi giorno.

Esiste un gran numero di alimenti che rimangono in un limbo, non è così facile capire se ci fanno male ma non è neanche facile capire se ci fanno bene, ma una volta appurato quali sono quelli che dobbiamo cercare di evitare o eliminare del tutto e quelli che invece possiamo mangiare in quantità senza problemi, è necessaria iniziare a reinserire quelli dubbi.

In questa fase esiste una sola regola, evitare di inserirli in pasti enormi e composti con decine di ingredienti, e soprattutto inserirli in abbinamento a ingredienti che abbiamo già appurato essere adatti a noi.

Questo vuol dire che se ho il dubbio sulla mozzarella ma so già che pomodori e pollo vanno bene potrò inserirla in un piatto di caprese dopo un petto di pollo.

Non andrò a provare la mia reazione alla mozzarella mangiando una pizza in cui è cotta e abbinata ad ingredienti come il pomodoro cotto e l’impasto che contiene glutine e che ho scoperto essere non adatti al mio corpo.

Tutto questo processo, però, fatto in autonomia diventa un inferno, per 2 semplici motivi:

  • Chi lo affronta non è detto che sia preparato su un argomento complesso come la nutrizione.
  • Di solito si inizia un percorso di questo tipo con l’idea di affrontare una sola fase delle 3 finendo inevitabilmente per sentirsi insoddisfatti del risultato e senza riuscire a capire il perché di quello che si affronta.

Tu ovviamente puoi fare di più, perché all’interno di questo Blog trovi molti articoli relativi al cibo grazie ai quali puoi istruirti e imparare cose nuove.

Oltre a questo, se vuoi iniziare un percorso guidato, insieme a me, che possa portarti ad ottenere risultati concreti, scrivi in chat ai miei collaboratori che ti sapranno spiegare come puoi iniziare ed entrare in contatto con me.

 

 

Io ti invito anche ad entrare nel gruppo Facebook che ho creato per chi è interessato alla nutrizione e alle iniziative che lancio che puoi trovare qui:

 

Buona continuazione.

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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