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Ciao, sono Francesco Norcini, consulente nutrizionale e dottore in Scienze della Nutrizione.

Sembra che in Italia e nel mondo ci sia in corso un’epidemia.

È caratterizzata da digestione lenta, pancia gonfia subito dopo aver mangiato e feci variabili dal “diarroico” a “una volta ogni 7 giorni”.

Inoltre sembra peggiorare quando mangi “certe cose” o bevi “certe cose”.

Ma sei umano? Se la risposta è si questa condizione è normale, ma a te da fastidio e ti preoccupa!

Ovviamente provi disagio per questa condizione e ne parli con il tuo medico o con il vicino di casa o con i tuoi amici più intimi.

Il risultato di queste consultazioni è che arrivi subito a una diagnosi chiara e semplice: hai il “colon irritabile”.

A questo punto tu ti senti a posto, hai una nuova chiave di ricerca per Google e puoi scoprire come risolverlo e tornare ad avere una vita normale.

Corretto? Eh no! Il fatto che qualcuno ti abbia detto che hai il “Colon Irritabile” non cambia assolutamente niente e ora ti spiego perché.

 

NON ESISTE ESAME IN GRADO DI “DIAGNOSTICARE” IL COLON IRRITABILE

Non stiamo parlando di una patologia che viene evidenziata da un esame del sangue o una biopsia per la quale è possibile stabilire una diagnosi e una cura, questo perché è una sindrome.

Una “sindrome” è caratterizzata da moltissimi sintomi, ma da nessuna causa specifica.

Quindi tante cause diverse, possono portare alle stesse conseguenze.

Due persone che condividono gli stessi sintomi e le stesse reazioni, possono provenire da 2 “storie” completamente diverse e legate a fattori diversi.

Proprio per questo, il più grande PANEL DI ESPERTI di gastroenterologia mondiale dice di “ascoltare e raccogliere accuratamente ciò che il paziente riferisce” esprimendosi relativamente al trattamento della sindrome del Colon Irritabile.

E grazie a questo “ascolto” sappiamo che l’80% delle persone che ne soffrono la collegano a qualche cibo.

Potrebbe essere il Lattosio.

Più spesso i latticini, di cui trovi diversi articoli qui:

Hai cercato latticini – FN Benessere e Nutrizione (fnbenesserenutrizione.it)

O i cereali e le sue proteine di cui trovi articoli qui:

Hai cercato glutine – FN Benessere e Nutrizione (fnbenesserenutrizione.it)

O ancora il Nichel Solfato.

O un problema con l’istamina o i FODMAP.

Una probabile causa frequente, che spicca sulle altre, potrebbe essere l’alterazione dell’asse di comunicazione tra intestino e cervello, mediato dai microrganismi che ci ospitano.

Ci si potrebbe orientare anche verso una disbiosi intestinale, una di quelle alterazione che chiamiamo SIBO, SIFO o intestino permeabile, di cui abbiamo parlato proprio qui:

Intestino permeabile, perché il glutine ci fa ammalare

Ma sai qual è il problema? Che dagli amici più intimi e dal tuo medico arriva il consiglio terapeutico più comune e conosciuto: quello sintomatico.

E allora vai giù di antibiotici, gastroprotettore, il farmaco per la diarrea, i fermenti lattici eccetera…

E cosa otterrai? Niente, ti sentirai meglio quando bombarderai il tuo corpo di farmaci per poi peggiorare o se ti va bene sentirti punto a capo appena il loro effetto svanisce.

E anche gli eventuali esami del sangue, ecografie e gastroscopie non mostreranno alcuna alterazione, perché la caratteristica di malattie gastrointestinali funzionali, come il colon irritabile, non trovano evidenze negli esami classici.

E se anche decidessi di approfondire questi esami arriverebbero due possibili considerazioni, entrambi agghiaccianti:

  • Non ha nulla!
  • È colpa sua!

Sul non ho nulla avete la possibilità di scegliere se pensare che siete pazzi voi o chi vi ha dato questa comunicazione, perché i dolori, i fastidi, le feci come palline di capra o come quella di vacca, l’insonnia, la tachicardia e la pancia gonfia voi li provate sul serio.

Per quanto riguarda l’infelice uscita “è colpa sua”, si riferisce al fatto che siete stressati, ansiosi e nervosi, e che dovete darvi una calmata.

Perché loro non lo capiscono che dopo mesi o anni di fastidi, dolori e una qualità della vita ridotta al minimo l’ansia e lo stresso sono normali.

Per molti medici è meglio considerare l’ansia come una causa, piuttosto che come un effetto, ed è anche più remunerativo e facile da gestire.

Quindi, invece di investigare le allergie alimentari, le intolleranze, le disbiosi e lo stile di vita, è molto più semplice bollarti come ANSIOSO e darti uno psicofarmaco.

Ma lasciamo stare questo lato oscuro della medicina e torniamo alla dizione moderna di “alterazione dell’asse di comunicazione tra intestino e cervello”, è fondamentale comprendere che lo “stress” non è fuffa immaginaria.

Lo STRESS ha effetti sugli omonimi “ormoni dello stress”, sulla glicemia, sul ritmo del sonno, sul drenaggio epatico, sul sistema immunitario e sul MICROBIOTA.

Ma se citi il microbiota la risposta che ricevi è “impossibile” o “non c’entra niente”, o addirittura incontrerai gente che non crede al microbiota, come se fosse un credente o un ateo convinto.

E il problema è proprio questo, un professionista o uno scienziato non dovrebbe comportarsi come un “religioso”, che crede o non crede.

Così come un medico non dovrebbe fermarsi a ciò che la letteratura scientifica cita e approva, magari con il solo scopo di pararsi il fondoschiena qualora qualcosa dovesse andare storto.

Ancora oggi vengo spesso attaccato e contraddetto perché quello che insieme ai miei Clienti testo e metto in pratica non è citato nella letteratura scientifica.

Ma è tanto difficile comprendere che nella letteratura scientifica ci finisce quello per cui qualcuno è interessato a finanziare la ricerca?

E infine, la domanda che ti lascio è: se grazie a delle semplici regole legate all’alimentazione tu riuscissi a risolvere una serie di sintomi che oggi ti opprimono quotidianamente, te ne fregerebbe qualcosa di sapere se quelle specifiche indicazioni sono contenute o meno nella tanto amata letteratura scientifica?

Io credo di no.

So che queste cose non le dice nessuno e non te le dirà nessuno, ma è per questo che io sono un consulente nutrizionale che si occupa del benessere dei suoi clienti e mi ritengo diverso da chi semplicemente punta a fare cassa curando i sintomi senza prestare la minima attenzione su quale potrebbe essere la causa.

Il mio compito è quello di aiutarti a comprendere in che modo, il cibo, può permettere al tuo corpo di ritrovare il massimo della propria forza e della propria energia.

Non ho alcun interesse ad alleviare i tuoi sintomi,, piuttosto voglio trovare, insieme a te, qual è la possibile causa di quei sintomi, altrimenti, per come la penso io, non ha alcun senso intraprendere un percorso che serve solo a ammanettare e imbavagliare il nostro corpo che sta cercando di urlare in tutti i modi cosa c’è che non va!

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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