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Intestino permeabile, perché il glutine ci fa ammalare

Sono Francesco Norcini, consulente della nutrizione e del benessere e dottore in Scienze della Nutrizione.

Risale a migliaia di anni fa l’idea della correlazione tra intestino e malattie.

Ippocrate stesso, 2500 anni fa, parlava di intestino e malattie e oggi, dopo tante nuove intuizioni e studi, c’è nuovo materiale scientifico a far luce su tante malattie infiammatorie croniche (CID) e della correlazione che cibi come il Glutine hanno con quest’ultime.

Seguimi nella lettura di questo articolo perché è importante arrivare con calma e logica a un concetto che alla fine ti sembrerà facilissimo.

È ovvio che se parliamo di “intestino” stiamo parlando di un organo che è protagonista indiscusso nell’elaborazione di ciò che mangiamo.

Quindi è utile ripercorrere le “ipotesi” che si sono susseguite negli ultimi anni, per arrivare a una conclusione che, vedrai, sarà talmente logica che ti chiederai cosa c’è di tanto strano che l’ha resa fino ad oggi cosi difficile da comprendere.

Se torniamo indietro agli anni 60, più o meno, ci troveremmo in un mondo dove l’ipotesi accettata a livello globale, è che per sviluppare malattie infiammatorie croniche, comprese malattie infettive, allergiche, neuro-infiammatorie, neuro-degenerative, autoimmuni e cancro, ci fosse bisogno di una predisposizione genetica e l’esposizione a un fattore ambientale scatenante.

Un fattore ambientale scatenante poteva essere cibo, farmaci, infezioni e molto altro.

Il problema è che negli anni successi, vivremmo una forte ondata di malattie infiammatorie croniche accompagnata da una pesante riduzione delle malattie infettive.

Questa correlazione, ovviamente, fa cadere l’ipotesi della predisposizione genetica, in quanto non era pensabile lo svilupparsi di una tendenza di massa come quella che abbiamo vissuto negli ultimi 40 anni.

Il mondo però è bello perché è vario, quindi mentre i paesi “ricchi” del pianeta vedevano questa diffusione di malattie infiammatorie a scapito delle malattie infettive, nei paesi in via di sviluppo erano ancora le malattie infettive a mietere morti tra la popolazione.

E quindi, come probabilmente avrai già sentito in giro, è iniziata a circolare la voce che fosse una questione di igiene!

In che senso? Semplice, l’idea alla base è che abbiamo reso il nostro mondo, quello ricco, troppo pulito per il nostro bene.

Abbiamo eliminato tutti quei batteri, che oggi possiamo chiamare batteri buoni, che in realtà “tempravano” un po’ il nostro sistema immunitario.

Da un certo punto di vista abbiamo eliminato quelli che possiamo definire dei vaccini naturali.

Quindi a una porzione povera del mondo, dove si muore “rapidamente” soccombendo alle malattie infettive, si è contrapposta una porzione “occidentale” dove si muore lentamente di malattie infiammatorie, alimentando un sistema sanitario che è diventato, oggi più che mai, un business super profittevole.

E anche qui, basterebbe usare un po’ di logica per capire che se si chiama “Industria farmaceutica” e non ONLUS, avrà a cuore la produzione di utile piuttosto che la nostra vita eterna.

Ed ecco spiegato, facilmente, il motivo per cui in tutti i miei articoli parlo sempre delle soluzioni mediche come “SINTOMATICHE”.

Negli ultimi 60 anni l’industria farmaceutica ha semplicemente lavorato sull’innalzare lo stile di vita dei cittadini, facendo in modo che si sentissero il meno male possibile.

È cosi che è nata la “speranza” di una popolazione viva a lungo, seppur malata.

Poi, ogni tanto, si sente una ricerca X, proveniente dallo stato Y, che studia la correlazione tra determinati alimenti e l’insorgenza del cancro.

Dunque è fondamentale comprendere quale sia la causa, MENTRE chi lo desidera può trattare i sintomi per sentirsi subito meglio.

Oggi come oggi mi capita di leggere costantemente casi di persone che assumono il Gaviscon con la leggerezza con cui si mangia una mentina in sala d’attesa dal medico!

Ma te, quando la pentola a pressione inizia a fischiare, spegni il fuoco o tappi la valvola perché ti dà fastidio il fischio?

Possibile che non riusciamo a comprendere che alleviare i sintomi non equivale a guarire?

Ma torniamo all’intestino, perché il problema, ormai appurato scientificamente in tutti i modi possibili e immaginabili, è che ci siamo dimenticati che il CIBO è la chiave per uscire da questa gabbia nella quale ci siamo rinchiusi.

A questo scopo oggi voglio portare alla tua attenzione gli studi del Prof. A. Fasano, oggi Prof. Emerito ad Harvard.

I suoi studi, iniziati circa 20 anni fa, si concentrano sulla “Permeabilità intestinale”.

In parole semplici, quindi, parliamo del fatto che elementi che dovrebbero rimanere nelle feci, sono invece in grado di entrare all’interno del corpo, proprio attraverso l’intestino.

Ed ecco logicamente e facilmente spiegato perché il cibo è così importante.

Ma seguiamo ancora la pura e semplice logica.

Cosa succede quando un elemento che non dovrebbe essere nel nostro corpo, riesce invece ad entrarvi? Il sistema immunitario comincia la sua battaglia per debellarlo.

E cosa succede, quindi, se continuiamo ad inserire questo elemento estraneo nel nostro corpo? Il sistema immunitario continuerà un’estenuante battaglia senza fine.

E a cosa ci troviamo di fronte, quando il sistema immunitario è costantemente “attivo” cercando di combattere un problema che non riesce a risolvere? A una malattia infiammatoria cronica.

A questo punto, però, è obbligatorio farsi una domanda, anche perché il nostro intestino non è nato “permeabile”, anzi lui sa benissimo come dividere ciò che deve entrare da ciò che deve uscire con le feci.

Oggi però sappiamo quali sono gli elementi che favoriscono questa permeabilità intestinale, e possiamo misurarla grazie alla presenza della zonulina, una proteina che indica e causa questo stato.

Quali sono i cibi che favoriscono maggiormente la permeabilità intestinale?

I due trigger più potenti per quanto riguarda questa proteina sono l’esposizione a grandi quantità di batteri e il GLUTINE, la proteina che causa la celiachia.

Ho già parlato del glutine e del perché oggi è un problema mentre nella dieta mediterranea dei nostri antenati non lo era nell’articolo che puoi leggere cliccando qui (clicca qui per aprirlo).

Perché se non usciamo dallo schema mentale che tutto quello che esiste in natura non può far male, non riusciremo mai a comprendere questi concetti che ci sembreranno solo dei grandi complotti.

È ovvio che il frumento che c’è in natura non è chimicamente e fisicamente neanche lontanamente simile a una farina “raffinata”. Di conseguenza il problema NON È IL FRUMENTO, ma il modo in cui oggi siamo abituati a produrlo, privandolo di elementi che in natura, invece, contiene.

E il motivo per cui quasi nessun medico, ancora oggi, ti abbia avvertito o parlato di questa correlazione, è perché sono pochissimi i professionisti che hanno studiato la letteratura sulla ZONULINA da parte del Prof. Fasano negli ultimi 20 anni.

Ma se guardiamo al mondo scientifico più da lontano possiamo notare che risalgono al 1967 i primi studi che connettevano i tumori del colon all’assenza di Fibre nella dieta.

E proprio le Fibre, come puoi leggere nell’articolo della Pizza che puoi trovare qui (clicca qui per aprirlo), erano quelle che aiutavano i nostri antenati a mitigare l’assunzione di glutine in quelle rare occasioni in cui si mangiavano prodotti nati dalle graminacee.

Oltre a questo, nelle raccomandazioni europee contro il cancro, è scritto chiaramente di evitare la farina raffinata e la carne troppo lavorata (come ad esempio i Wurstel).

Quindi, caro lettore, il mio invito è di continuare ad informarti e soprattutto mantieni alto il “dubbio” e abbassa la critica.

Criticare qualcosa solo perché è diverso da quello che hai sempre saputo è un atteggiamento ignorante.

Anche la scienza, da sempre, si è trovata spessissimo a dover ribaltare completamente ciò che in passato aveva appurato.

Viviamo in un mondo in cui si intrecciano miliardi di organismi e variabili diverse.

L’unica cosa che non cambia costantemente sei tu come essere umano e in generale il nostro genoma negli ultimi 40 mila anni.

Questo vuol dire che i nostri organi interni e il nostro dna sono identici a quelli che avevano i nostri avi 40 mila anni fa, e sono in grado di darti segnali che nessun esame medico è in grado di fornirti con la stessa accuratezza e rapidità.

Tutti i miei Clienti scoprono, già dopo pochi giorni di alimentazione corretta, come altri problemi o disturbi, spesso, si risolvono. Problemi che fino al giorno prima non venivano attribuiti all’alimentazione.

E dopo aver letto questo articolo è comprensibile comprendere il perché.
Probabilmente, cambiando alimentazione, si è anche cessato di inserire all’interno del nostro corpo qualcosa che fino al giorno prima si considerava buono e che in realtà ci faceva male.

Il lavoro che svolgo con i miei Clienti identifica, in base alle proprie caratteristiche, quali alimenti sono adatti al tuo corpo e quali, invece, potrebbero farti male.

E dopo qualche settimana di “disintossicazione” è incredibile vedere come all’ingerire una minima dose di un alimento non adatto, il nostro corpo, immediatamente, reagisce con un segnale chiaro di allarme.

Può essere un’acidità di stomaco o l’insorgenza di problemi più seri, ma se l’alimentazione è seguita bene è facilissimo comprendere qual è l’alimento incriminato.

Prima di salutarti ti lascio alcuni articoli, del Prof. Fasano, attraverso i quali puoi approfondire questi argomenti:

– Articolo (2020) del Prof. FASANO (articolo)

– Le 12 regole europee contro il tumore (articolo)

– Le 12 regole europee contro il tumore (video)

 

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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