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Dieta Mediterranea, non è quella che conosci!

Sono Francesco Norcini, consulente della nutrizione e del benessere e dottore in Scienze della Nutrizione.

Oggi voglio parlarti della dieta mediterranea.

Stiamo parlando di una dieta che oltre a far parte del patrimonio del nostro paese, è anche diventato patrimonio dell’UNESCO.

La domanda che ti pongo, però, è questa: Conosci la vera dieta mediterranea?

La vera dieta mediterranea

La vera dieta mediterranea è fatta da pesce, carne, uova, legumi, verdure e frutta di stagione.

I cereali come frumento, farro e orzo ne fanno parte perché sono sempre stati la base dell’alimentazione in tutta l’area del mediterraneo.

Detto questo, però, è opportuno confrontare la dieta mediterranea odierna, con quella dei nostri antenati.

La frutta non era consumata in grandi quantità come siamo abituati a fare oggi, questo perché non si conoscevano e non erano diffusi i metodi di conservazione e di produzione di oggi.

Il metodo di conservazione più usato era il sale, ovviamente questo non andava bene per la frutta.

Per fare le marmellate era necessario dello zucchero, che fino al secolo scorso non si trovava nelle case.

Il dolcificante più diffuso era il miele, perché non era ancora conosciuta la tecnica dell’estrazione dello zucchero dalla barbabietola o dalla canna da zucchero.

Con la frutta che avanzava, tramite la fermentazione degli zuccheri, si preparavano bevande alcoliche come ad esempio il vino.

Cereali, legumi, pesce e carne, invece, venivano essiccati, permettendone un utilizzo più avanti nel tempo.

In passato erano molto utilizzati i semi oleosi, l’olio estratto da essi e l’olio di oliva.

I dolci venivano fatti con uva secca, datteri, fichi secchi e prugne secche, non di certo con conservanti, insaporitori, dolcificanti ipocalorici e zucchero.

Pomodoro, patate e cacao sono stati portati in Italia dalle Americhe da Cristoforo Colombo, prima di allora non si conoscevano.

Pasta e pane si sono sempre fatti e consumati, sin dai Romani, ma ciò che cambia, rispetto a oggi, è la frequenza.

Non erano alla base dell’alimentazione. Da quello che storicamente si conosce, venivano consumati molto di rado, circa una volta alla settimana.

Il nutrimento quotidiano derivava da verdura, pesce, legumi. Saltuariamente si consumavano carne e cereali, e praticamente mai latte, latticini e formaggi.

A tutto questo si aggiunge il metodo di produzione della pasta e del pane, che non coinvolgeva farine 00, ma al massimo chicchi di frumento macinati a pietra, che producevano una farina molto più grezza e ricca di crusca rispetto a quella che viene usata oggi.

 

Dieta mediterranea e pubblicità

Quando oggi si parla di dieta Mediterranea si parla di queste abitudini alimentari, che non includono Spaghetti, pasta e pane bianco, né tantomeno il pane integrale che possiamo acquistare oggi al supermercato.

Chi pensa che che l’apporto di questi alimenti possa essere salutare e faccia parte della dieta Mediterranea, vive inevitabilmente il condizionamento pubblicitario di chi questi prodotti li deve vendere.

Come abbiamo già visto nell’articolo sulla pizza (clicca qui per leggerlo), i metodi di macinazione della farina moderni, lasciano all’interno del prodotto solo glutine e amidi, che sono la parte meno buona del frumento.

La natura ci ha offerto la soluzione a questo problema, creando un chicco di frumento naturalmente ricco di fibre, in grado di moderare l’assorbimento degli zuccheri e quindi il verificarsi di picchi glicemici deleteri per la salute.

Ma noi, ricercando prodotti sempre più “raffinati”, abbiamo tolto ciò che in natura era troppo “grezzo” per il nostro palato e abbiamo creato cibi che sono vere e proprio bombe di zuccheri e valori nutrizionali totalmente insensati.

Gli studi sul DNA hanno dimostrato come in 40 mila anni gli essere umani non sono praticamente cambiati.

Il genoma umano si è modificato meno dello 0,02%.

In poche parole, la costituzione genetica dell’uomo paleolitico è praticamente identica a quella attuale.

Questo significa che le necessità sono rimaste le stesse e il corredo genetico umano è sempre strutturato per una vita in cui tutto il cibo consumato proviene dall’ambiente “naturale” circostante a dove viviamo.

La natura ha programmato ciò di cui il corpo ha bisogno migliaia di anni prima che si sviluppasse la civiltà umana e nascessero l’agricoltura e l’allevamento.

E anche queste tecniche, inizialmente, avevano lo scopo di rendere più facile la sopravvivenza e non di certo quello di rendere più scalabile e produttiva la distribuzione planetaria di un alimento confezionato.

Abbiamo un corpo e un genoma programmato per produrre il massimo dei risultati se alimentato in modo ottimale.

Se ad un auto a benzina mettiamo Diesel non andremo da nessuna parte, perché staremo cercando di alimentare quel motore in modo errato.

La stessa cosa avviene con il nostro corpo.

 

Ma possibile che tutta l’industria alimentare ci vuole danneggiare?

No, non è così ed è bene comprendere molto bene questo punto per evitare di vedere tutto come un grande complotto per farci del male.

Le produzioni di alimenti sempre più raffinati sono stati un processo graduale.

Le soluzioni che inizialmente sembrano buone, solo col tempo si dimostrano nocive, non è sempre possibile prevedere che cosa succede quando si immette un nuovo alimento sul mercato.

Pensa, per esempio, che se sei nato negli anni 60/70 probabilmente ti ricordi il “dolce forno”, un gioco diffusissimo tra tutti i bambini che conteneva mercurio!

Solo dopo anni si è scoperto che il mercurio, potenzialmente, è nocivo e si sono ritirati tutti i “dolce forno” in circolazione.

Se analizziamo i prodotti commerciali di oggi a quelli di qualche anno fa, noteremo sicuramente delle differenze, il problema è che l’industria alimentare, avendo come primo obiettivo quello di produrre un utile, offre al pubblico ciò che quest’ultimo richiede.

In un mercato in cui l’offerta segue la domanda, dobbiamo guardare alle nostre abitudini, che richiedono sempre di più cibi che hanno come caratteristica preponderante la “comodità” prima della qualità.

Altrimenti non si spiegherebbe la diffusione dei Fast Food e del “cibo spazzatura”.

L’industria offre anche alternative sane, che spesso costano leggermente di più della media per il semplice fatto che sono meno diffuse.

Tutti i Clienti che seguo, infatti, continuano a fare la spesa presso il loro supermercato di fiducia senza dover cimentarsi in ricerche estenuanti di cibi introvabili o auto prodotti.

Mangiare in maniera sana e efficiente per il proprio corpo non è né faticoso, né difficile.

A volte è sufficiente imparare a leggere la tabella degli ingredienti, e imparare che gli amidi sono degli zuccheri per imparare a scegliere un prodotto “migliore” che magari fino a ieri neanche consideravamo.

Oltre a questo è importante comprendere quali alimenti fanno bene al proprio corpo e quali, invece, lo infiammano e ci fanno sentire male.

Ognuno di noi, infatti, ha esigenze uniche e questo è sotto gli occhi di tutti ogni giorno, ci sono spesso alimenti che a qualcuno fanno bene e ad altri no.

Prima comprendiamo che siamo unici e siamo programmati per vivere di ciò che la natura ci offre, e prima saremo in grado di imparare come mangiare sano e ottenere un risultato SBALORDITIVO dal nostro corpo.

Io ho perso 50 kg in un anno e sono guarito da una grave malattia che mi era stata diagnosticata, come puoi leggere all’interno della mia Biografia o scaricando il mio e-Book.

E se anche te vuoi iniziare un percorso che ti permetta di imparare facilmente quali sono gli ingredienti migliori per il tuo corpo, grazie ai quali sarai capace di tornare facilmente in forma, perdendo eventuali kg di troppo, e ritrovare l’energia primordiale che il tuo corpo è in grado di sprigionare, chiedi maggiori informazioni in live chat.

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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