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Ciao, sono Francesco Norcini, consulente nutrizionale e dottore in scienze della nutrizione.

Oggi voglio affrontare un argomento molto importante, visto il largo numero di persone che soffrono di questa situazione e la sua incidenza in constante aumento sulla popolazione.

Sto parlando della Sindrome Metabolica.

Per sindrome metabolica si intende un insieme di fattori che al verificarsi collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie come diabete, problemi cardiovascolari in genere e steatosi epatica (fegato grasso).

Per verificare l’effettiva esistenza di una Sindrome Metabolica devono essere presenti contemporaneamente almeno tre dei seguenti valori:

  • Pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg
  • Trigliceridi ematici superiori a 150 mg/dl
  • Glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl
  • Colesterolo HDL (ossia colesterolo buono) inferiore a 40 mg/dl nell’uomo o a 50 mg/dl nelle femmine
  • Circonferenza addominale superiore a 102 centimetri per i maschi o a 88 centimetri per le femmine.

Comprendere quale sia l’elemento scatenante della Sindrome Metabolica è molto complesso, ciò che però risulta certo è che questa situazione derivi da un’alimentazione scorretta e non equilibrata.

Fino a qualche decennio fa non vi era particolare attenzione a questa sindrome, in quanto ne erano colpiti pochissimi soggetti.

Questo era principalmente dovuto al fatto che le persone si muovevano molto di più rispetto ad ora, anche solo grazie all’attività lavorativa.

Se pensiamo invece alle città o alla vita quotidiana anche quelli che erano semplici spostamenti venivano per lo più fatti a piedi o in bicicletta.

 

Analisi dei vari “sintomi”

Analizzando i principali sintomi presenti in caso di Sindrome Metabolica, è interessante vedere come le abitudini alimentari contemporanee siano effettivamente alla base proprio dei fattori scatenanti di questi sintomi.

Pressione arteriosa

È risaputo che un elevato consumo di cereali e amidi, soprattutto se consumati a cena, è in grado di influire negativamente sulla pressione arteriosa minima.

Nelle abitudini alimentari degli Italiani non è difficile trovare pane e pasta anche a cena, giusto per fare un esempio.

Soprattutto il pane, inoltre, viene spesso usato per accompagnare formaggi o salumi, che in questo caso influiscono negativamente sul valore massimo della pressione arteriosa.

Colesterolo

Nel caso del colesterolo è necessario notare come siamo di fronte non solo a valori bassi del cosiddetto “colesterolo buono”,  ma anche a valori alti per quanto riguarda il colesterolo “cattivo”.

È scorretto pensare che il colesterolo è una causa dell’introduzione dei grassi animali, proprio per questo motivo, ultimamente, si è smesso di considerare un consumo elevato di uova come causa di valori alti di colesterolo.

È più corretto parlare, ancora una volta, di abuso di amidi, contenuti in cereali e patate ad esempio.

Se si desidera fare una prova molto semplice, che ti sfido a fare se vuoi testare questa cosa, è fare le analisi del sangue prendendo nota del valore del colesterolo totale, affrontare due settimane eliminando tutti i cereali e gli amidi, mantenendo alto il consumo di uova, arrivando anche a 10 alla settimana e rifare gli esami del sangue.

Sono certo che alla fine delle due settimane i valori di colesterolo totale si saranno inevitabilmente abbassati.

Questo avviene perché il colesterolo è una molecola complessa, che quando viene introdotto tramite un alimento deve essere distrutta e smistata dal nostro organismo.

In questo processo il nostro organismo rassembra le molecole di colesterolo, ma in modo totalmente diverso alla loro origine.

Nonostante abbia provato a spiegartelo in parole ultra semplici è facile comprendere perché non è ingerendo cibi ricchi di colesterolo che i nostri valori salgono!

È il nostro fegato che fa alzare il colesterolo, quando si ritrova a trasformare zuccheri e amidi in grasso.

Ecco perché non potremo mai abbassare il nostro colesterolo se non eliminando cereali e amidi oltre che formaggi e salumi.

 

Glicemia

Quando si parla di glicemia a digiuno è bene fare un appunto.

La Glicemia a digiuno è misurata la mattina, appena alzati. Questo valore, ovviamente, è influenzato fortemente da ciò che abbiamo mangiato a cena la sera precedente.

Al giorno d’oggi abbiamo invertito le nostre abitudini, mangiando tanto la sera e poco a pranzo.

Questo è dovuto anche alle abitudini lavorative e agli orari che spesso affrontiamo quotidianamente.

Mangiare tanto a cena è un errore per il semplice fatto che il nostro metabolismo si sta già preparando per il riposo, e quindi non richiede tutta quell’energia dal cibo.

Una cena corretta dovrebbe essere di semplice carne, pesce o uova accompagnate da verdure, evitando tutto il resto.

Un’altra importante abitudine è cenare presto!

Teniamo presente che riso e mais hanno un indice glicemico molto più alto del frumento, quindi pensare di mangiare un bel piatto di polenta o un risotto a cena, magari per evitare la pasta, è una delle cose più sbagliate che si possa fare.

 

Sane abitudini contro la Sindrome Metabolica

Abbiamo visto come attraverso l’alimentazione si possa intervenire PESANTEMENTE su tutti i fattori di rischio che identificano una sindrome metabolica.

Una dieta che limita l’uso di amidi, frumento, formaggi, insaccati e tagli di carne grassi e favorisce il consumo di verdure e frutta è alla base di qualsiasi consiglio relativo a una dieta sana ed equilibrata.

Oltre a questo è bene assumersi un po’ di responsabilità e studiare quel poco che basta per comprendere come le giuste abitudini, legate a una corretta alimentazione, possono letteralmente allungarci e migliorarci la vita.

Quindi ecco una piccola lista di sane abitudini che puoi iniziare a mettere in pratica da subito, soprattutto se sei in perfetta salute:

  • Mangia tanto a colazione, abbastanza a pranzo e poco a cena
  • Cena presto, per dare il tempo al tuo organismo di digerire la cena leggera che avrai ingerito e dormire bene.
  • Dopo maniato fai dell’attività fisica leggera, è sufficiente passeggiare o tornare a lavorare se il tuo lavoro non è sedentario, in questo modo eviti i picchi glicemici, che sono garantiti in caso di “pennichella” o riposino dopo mangiato.
  • Riduci al minimo il consumo di cereali
  • Di tanto in tanto concedi al tuo corpo una tregua serale saltando la cena.

E per concludere, non dare nulla per scontato per quanto riguarda gli alimenti, oggi siamo portati a pensare che una fetta biscottata sia sana e leggera, quando invece ti sfido a misurare la glicemia mezz’ora dopo aver mangiato una fetta biscottata e il giorno seguente mezz’ora dopo aver mangiato 2 cubetti di cioccolato fondente, noterai come nel primo caso la tua glicemia sarà molto più alta!

La maggior parte dei cibi “light” che trovi in commercio sono perfetti per farti ottenere un risultato opposto a quello che si propongono di fare.

Se vuoi evitare di cadere in queste trappole commerciali e vuoi imparare quali alimenti fanno bene al tuo organismo, chiedi maggiori inormazioni in live chat.

Rimedi Fitoterapici

Tra i rimedi fitoterapici mi sento di consigliarti questo Maitake Biologico in polvere, che ha proprietà molto efficaci proprio in relazione ad alcuni tipici fattori di rischio della sindrome metabolica.

 

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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