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Ciao, sono Francesco Norcini, consulente nutrizionale e dottore in Scienze della nutrizione.

In questo articolo approfondiremo la depressione e vedremo come questa patologia nasca e in che modo possa essere trattata e soprattutto prevenuta.

Per prima cosa è bene chiarire il fatto che il termine depressione è un termine prettamente scientifico, che di per sé non vuol dire niente.

La depressione non colpisce chiunque, bensì i soggetti che sono predisposti a soffrire di questo disturbo.

Le persone affette da depressione, generalmente, presentano forte stanchezza, confusione mentale e respirano in maniera superficiale.

Questo avviene in quanto sfruttano, proprio per la respirazione, principalmente la parte alta dei polmoni, trascurando la parte inferiore, dove in realtà avviene il maggiore scambio di ossigeno tra polmoni e sangue.

L’ossigeno, per il sistema nervoso, è in assoluto la risorsa più importante per fornire all’organismo forza ed energia.

Sebbene l’alimentazione ricopra un ruolo fondamentale nella prevenzione della depressione, è solo dopo aver imparato a respirare bene che si potrà pensare di sistemare questa componente.

Questo sempre perché mi piace seguire il processo logico alla base di ogni percorso, quindi è bene partire dalla causa più rilevante per poi passare a quelle successive.

In caso contrario ci ritroveremo a cercare di risolvere una situazione senza realmente capire da dove deriva, sarebbe un po’ come spegnere un incendio spruzzando acqua alla punta delle fiamme e non alla base.

 

Ma in che modo, l’alimentazione, influisce sulla depressione?

È stato scoperto che all’interno del nostro intestino ci sono dei neuroni, esattamente simili a quelli che troviamo nel nostro cervello.

Pensa a quanti detti esistono che sono legati a questa nostra caratteristica. Ad esempio è normale, in alcune parti d’Italia, quando ci si arrabbia, esclamare:

“Mi sto mangiando il fegato”.

Oppure quando si subisce un grave torto o un dispiacere provare la sensazione di “chiusura dello stomaco”, esclamando proprio:

“Mi si è chiuso lo stomaco”.

Questo accade realmente, proprio perché all’interno del nostro intestino abbiamo delle terminazioni nervose adibite alle emozioni.

È dunque facile comprendere come, trattare bene il nostro intestino attraverso una corretta alimentazione, ci permetta di lasciare al nostro cervello il compito di elaborare pensieri e fare in modo che l’alimentazione non influisca in alcun modo sul nostro stato d’animo o di salute.

La depressione nasce, nella maggior parte dei casi, come conseguenza di uno stato infiammatorio diffuso, sempre in soggetti predisposti.

Di conseguenza, ridurre questo stato infiammatorio risulta utile anche ad apportare beneficio allo stato depressivo in corso.

Alla base della depressione vi è uno scarso apporto di proteine, vitamine e sali minerali.

Generalmente si riscontra in persone che consumano tanti carboidrati, farinacei e dolci.

I Sali minerali, infatti, si assumono principalmente con le verdure, mentre le proteine, presenti in molti generi alimentari e con un indice biologico più alto in uova, carne e pesce, sono fondamentali per il sistema nervoso e per dare forza ed energia.

Il sistema nervoso ha il compito di dare forza, energia e risposta alle problematiche della vita tipiche della nostra quotidianità.

In caso di apporto insufficiente di proteine, sali minerali e vitamine, alle cellule nervose non arriva il corretto nutrimento, e questa insufficienza si ripercuote proprio sul nostro stato generale di salute.

 

Come prevenire la depressione?

È meglio evitare, nell’alimentazione, amidi, dolci, cereali. Particolare attenzione agli alimenti contenenti glutine e zuccheri, tra cui anche la frutta, soprattutto nel periodo invernale.

La depressione è spesso associata anche ad un aumento di peso e ritenzione idrica, risulta molto importante l’attività fisica.

Generalmente è molto valido sia lo yoga che un’attività fisica molto intensa.

A proposito di questo, è interessante notare come nei paesi scandinavi, dove il tasso di depressione è particolarmente elevato, le principali cause sono sostanzialmente 2:

  • Consumo di dolci, alcolici (che derivano dalla fermentazione degli zuccheri) e patate (che sono ricche di amido) con l’aggravante che il freddo non permette una sudorazione utile a smaltire questi zuccheri che quindi si accumulano in eccesso.
  • Scarsa esposizione al sole durante il periodo invernale, che come abbiamo visto nell’articolo relativo alla vitamina D, supporta la produzione degli ormoni tra i quali la serotonina.

 

Conclusione

Parliamo di un problema che colpisce soggetti predisposti ma che al contempo vede sempre coinvolta l’alimentazione come diretta interessata di un peggioramento o miglioramento della situazione.

La depressione è forse uno dei casi più lampanti di scarsa prevenzione.

Chi si trova a vivere uno stato di depressione, ovviamente comincia a prestare molta più attenzione a tutto quello che può influire negativamente sulla sua situazione.

Il problema è che in questi casi ci si trova improvvisamente a dover sopportare un carico di emozioni e informazioni enorme.

Innanzitutto il sopraggiungere di una malattia seria come questa ci toglie energia e focus, necessari per instaurare nuove abitudini.

Dall’altra parte il tempo per metabolizzare i cambiamenti necessari nella propria vita è ridotto, in quanto non si tratta più di un’azione preventiva, ma diventa un’urgenza dettata dallo stato in cui ci si trova.

L’alimentazione, per altro, non è qualcosa di difficile che dobbiamo aggiungere alla nostra vita, ma è un’azione fisiologica legata alla sopravvivenza che facciamo quotidianamente.

Tutti i miei Clienti scoprono come per iniziare a mangiare bene e ritrovare il benessere totale del proprio organismo, non sia necessario privarsi di tutto quello che ci piace e vivere di insalatine scondite e pesce alla piastra.

La soluzione è già intorno a te e ti garantisco che è incredibilmente soddisfacente e buona.

Sai qual è il problema? Che non è pubblicizzata in TV, per il semplice fatto che esiste già, non l’abbiamo creata noi.

Ti faccio l’esempio di un piatto che a me piace moltissimo, come la “tartare” di salmone. È un piatto che spesso siamo abituati a mangiare al ristorante giapponese quando andiamo a mangiare il sushi, eppure è semplicissima da fare, anche con il salmone che compri al supermercato surgelato.

Hai mai visto una pubblicità della tartare di salmone? Non credo.

Al contrario la nutella in natura non esiste, e tu, naturalmente, non l’acquisteresti se prima non ti convincono che è buona, in questo modo, però, ci abituiamo a comprare cibi già pronti piuttosto che cibi da preparare.

Facciamo questa cosa con la convinzione che così sia più rapido, eppure non è vero.

Esistono certamente ricette molto lunghe ed elaborate, ma la maggior parte delle ricette buone, proprio come la “tartare” di Salmone, sono di una rapidità imbattibile.

Questo per dirti che imparare a mangiare bene, vuol dire mangiare tutto, compresi dolci e cibi sfiziosi, e se ti interessa scoprire come ritrovare il tuo benessere attraverso il cibo, sarò felice di spiegartelo.

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

 

Qui invece trovi un mio video Youtube inerente all’argomento:

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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