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Dolore, coliche e nutrizione, come sono collegati?

Se ti sei perso la prima parte relativa alla correlazione tra dolore e Nutrizione puoi leggerla ➡️ cliccando qui.

Oggi proseguiamo l’approfondimento su questo argomento con un articolo scritto per questo Blog direttamente dal Dott. Giulio Karl Barelli.

Dottore in Fisioterapia che ha focalizzato la sua formazione e la sua preparazione sulle tecniche più innovative per l’assistenza agli sportivi.

Ha partecipato in qualità di fisioterapista al raduno della Nazionale Italiana di Rugby a Nevegal e collaborato con altre squadre sportive, puoi leggere la sua biografia completa ➡️ qui.

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Dolore e nutrizione

Del Dott. Giulio Karl Barelli

Come descritto ➡️ nell’articolo precedente gli stimoli che portano alla sensazione di dolore sono sostanzialmente 3:

  1. Meccanici
  2. Termici
  3. Chimici

Ognuno di questi stimoli ha i suoi recettori specifici e le sue vie che portano il segnale dalla periferia al sistema nervoso centrale (midollo spinale e cervello).

Se il dolore parte da uno di questi recettori parliamo di dolore nocicettivo.

Risponde prevalentemente ad uno stimolo on/off, è ben localizzato e definibile nel tempo.

Potrebbe provenire da sensori cutanei (ad esempio se appoggio il piede su una puntina sentirò un dolore pungente ben definito, se tolgo il piede dalla puntina il dolore dopo qualche momento cesserà).

O da tessuti che si trovano più in profondità, come un muscolo, un’articolazione o un viscere.

In questo caso potremmo non percepire il dolore provenire dalla zona minacciata, ma potremmo avvertire un dolore riferito, come ad esempio un dolore nell’area infrascapolare potrebbe essere generato non da un problema della colonna toracica bensì da una sofferenza dello stomaco.

Questo avviene per due motivi:

  1. l’area di sofferenza ha la stessa innervazione del tessuto bersaglio (stomaco e tratto dorsale medio).
  2. Vi è una continuità meccanica tra le strutture (i legamenti dello stomaco si inseriscono a livello della colonna toracica).

Questi stimoli viaggiano attraverso vie specifiche, i nervi, che possono essere anche loro stessi origine di dolore.

 

E correlato alla nutrizione?

Di Francesco Norcini

Per quanto riguarda la correlazione tra dolore e nutrizione oggi parliamo di Coliche Intestinali.

In questo caso, infatti, una dieta sana è di fondamentale importanza per evitare complicazioni e incorrere in questo problema.

Si tratta di un dolore spasmodico e interessa sia grandi che piccini.

Il dolore della Colica intestinale, come suggerisce il nome, colpisce l’intestino e può sopraggiungere improvvisamente oppure crescendo di intensità poco a poco.

Nella maggior parte delle ipotesi si tratta di casi isolati, che si risolvono in poche ore o al massimo in qualche giorno, ma le coliche possono anche presentarsi in maniera frequente ed essere causate da diversi fattori, tra cui alcuni gravi per la salute.

 

Perché vengono le Coliche?

Principalmente sono 2 i fattori più comuni che causano le coliche intestinali:

  1. Infezioni gastro-intestinali o tossinfezioni alimentari
  2. Occlusione parziale o totale del canale intestinale.

Nel primo caso, solitamente, ci troviamo di fronte all’assunzione di alimenti insani.

Nel secondo caso, invece, possiamo trovarci di fronte a un paziente con stipsi severa o a casi di infiammazioni croniche o tumori.

 

 

Ci sono però altri fattori che possono causare una colica, come ad esempio:

  • Assunzione di assunzione di farmaci;
  • Sbalzi termici: come ad esempio colpi di freddo o di caldo, che possono stimolare la contrazione delle pareti intestinali;
  • Aumento dei gasi intestinale per intolleranze alimentari o disbiosi intestinali
  • Stress emotivi.

 

Quali sintomi presentano?

Il dolore è sicuramente il primo sintomo, solitamente diffuso su tutta la pancia.

Quando parliamo di Colica intestinale, infatti, parliamo di una intensa e brusca contrazione dei muscoli presenti nelle pareti dell’intestino, che sono posizionati nei quadranti inferiori della pancia.

Altri sintomi possono sopraggiungere in correlazione alla colica, tra cui:

  • diarrea
  • vomito
  • sudorazione
  • intenso meteorismo
  • gonfiore addominale
  • nausea

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Cosa posso fare in caso di colica intestinale?

Ovviamente rivolgerti al medico, in quanto è sempre buona abitudine accertare le cause del dolore ed evitare il fai da te.

Se la colica è accompagnata da altri sintomi, come sanguinamento rettale o febbre alta è bene recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Venendo invece alle abitudini utili a prevenire future coliche ed evitare di peggiorare quella eventualmente in corso, possiamo seguire alcuni semplici consigli.

Trattandosi di uno spasmo associato alla costipazione, è bene seguire una dieta ricca di fibre e bere molto, in questo modo si previene la stitichezza.

In alcuni casi, se il dolore non è molto intenso, anche una passeggiata o una borsa di acqua calda sulla pancia possono essere di grande aiuto e sollievo.

La colica intestinale può anche essere causata dalla sindrome del colon irritabile o dell’intolleranza al lattosio.

In questo caso, per alleviare i sintomi ed evitare ricadute, è necessario mangiare piccoli pasti, evitare caffeina, alcol, latte e derivati, verdure a foglia larga e legumi.

 

E nell’alimentazione cosa devo evitare?

Per prevenire le coliche intestinali e le cause che le scatenano sarebbe opportuno evitare:

  • Agrumi
  • Kiwi
  • Frutta molto dolce, come banane, pesche,
    albicocche, fichi, datteri, pere, mele, anguria, melone, mango
  • Cioccolato
  • Insaccati di maiale
  • Alimenti piccanti
  • Formaggi molto grassi
  • Alcolici e Superalcolici
  • Caffé, soprattutto a stomaco vuoto
  • Farine (sia raffinate che integrali)
  • Verdure a foglia larga
  • Legumi
  • Latte

Cosa, invece, si può mangiare?

 

Prime fra tutte, verdure cotte al vapore, in quanto con il vapore vengono eliminati moltissimi batteri e gli alimenti cotti in questo modo risultano molto più facilmente digeribili.

Sono consigliatissimi anche cibi ricchi di fibre, in quanto, come abbiamo già visto, stimolano la regolarità intestinale e prevengono la stitichezza.

Oltre a questo, è consigliabile inserire nella propria dieta del pesce lesso e bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, in questo modo si favorisce la fluidificazione delle feci, facilitando così il loro passaggio nel canale intestinale.

 

Rimedi fitoterapici

Tisana di Malva

La Tisana di Malva è un rimedio per le infiammazioni in generale.

Nello stomaco e nell’intestino svolge un’azione emolliente, idrata, calma gli spasmi gastro-intestinali, disinfiamma e facilita il transito intestinale.

La sua azione è talmente delicata che può essere utilizzata in gravidanza, durante l’allattamento, per i bambini e gli anziani.

La Malva è indicata in caso di acidità gastrica, colite spastica e ulcerosa, stipsi, vaginite, ma anche per infezioni del tratto respiratorio, come laringiti, tracheiti e faringiti.

Da assumere 3 volte al giorno.

Tisana alla Malva

 

Tisana di radice di liquirizia

La liquirizia piace, ed è importante, pertanto, non abusarne.

Il principio attivo della liquirizia, la glicirrizina, infatti, in dosi elevate può aumentare la pressione.

La tisana di liquirizia svolge un’azione sedativa del sistema nervoso centrale, regola l’eccesso di zuccheri e stimola i liquidi cerebrospinali.

Tra le sue proprietà, tra cui emolliente e cicatrizzante della mucosa gastrica, seda gli spasmi della muscolatura liscia grazie alla componente in flavonoidi.

Oltre a questo svolge un’efficace attività antispastica, antiossidante, immunostimolante, epatoprotettiva e digestiva.

Tisana di Liquirizia

 

Tisana alla melissa

La melissa ha proprietà calmanti, utili a lenire i disturvi di natura psicosomatica, conosciute fin dall’antichità.

Oggi possiamo circoscrivere maggiormente la sua azione che parte dal Sistema Nervoso Centrale e si riverbera su nevralgie, disturbi digestivi, nausea, crampi, dolori mestruali e flatulenza.

Svolge infatti un’attività calmante, sedativa, spasmolitica e carminativa.

Possiamo quindi sfruttare questa tisana in caso di nervosismo, facile irritabilità, insonnia, dispepsia, colite, coliche addmoniali e dismenorrea.

Tisana di Melissa

Nel prossimo articolo vedremo il dolore neuropatico.

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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