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Dolore e Nutrizione sono collegati?

Il Fisioterapista Dott. Giulio Karl Barelli ci aiuta a comprendere cos’è il dolore.

Tutti noi abbiamo provato quella spiacevole sensazione che chiamiamo “dolore”, ma sappiamo descrivere che cos’è?

Una definizione di qualche anno fa lo descriveva come “una spiacevole esperienza sensoriale ed emozionale associata ad un danno tissutale reale o potenziale”, ma studi più recenti

hanno ipotizzato una modificazione del concetto come “un’esperienza somatica reciprocamente riconoscibile che riflette l’apprensione di una persona in ordine ad una minaccia alla propria integrità corporea o esistenziale” (Reconsidering the International Association for the Study of Pain definition of pain 2018).

 

Quindi cos’è esattamente il dolore?

FIBROMIALGIA, TESTA: DEFINITE LINEE GUIDA REGIONALI PER LA DIAGNOSI E IL TRATTAMENTO ⋆ CorriereQuotidiano.it - Il giornale delle Buone Notizie

Dunque non si parla più di un danno, ma di una apprensione che origina da una minaccia!

 

Ma di quale minaccia stiamo parlando?

Il nostro corpo, ed in particolare il sistema nervoso, è costantemente impegnato a monitorare le informazioni che giungono dai tessuti corporei (muscolo, osso, legamenti, stomaco, intestino, fegato, cute, ecc..), ma noi non ce ne accorgiamo.

Anche ora mentre leggi questo breve articolo, in piedi o seduto, i tuoi recettori stanno dando informazioni riguardanti il carico e le tensioni a livello dei piedi, dei glutei, della colonna, ed informazioni riguardanti la composizione chimica dello stomaco, dell’intestino e del fegato, nonché informazioni riguardanti la temperatura.

Non tutte queste informazioni però raggiungono un livello di coscientizzazione, ovvero non di tutte queste sensazioni sei consapevole (anche se probabilmente hai leggermente modificato la tua posizione dopo aver letto queste ultime righe…), e solo quando uno stimolo supera la soglia della risposta nocicettiva (“soglia del dolore”) questa induce il cervello a renderci consapevoli di questa informazione traducendo lo stimolo in una sensazione di dolore.

 

Quali sono dunque gli stimoli che possono portare alla sensazione di dolore?

Fibromialgia & co: Sdr da Sensibilizzazione Centrale - Studio Medico Omeopatico Dr Salvatore Cavallo

Fondamentalmente sono tre e sono stimoli meccanici (pressione o tensione), termici e chimici.

Nel prossimo articolo vedremo le caratteristiche dolore che origina da questi recettori, il dolore nocicettivo.

 

OK! Quindi cosa c’entra la Nutrizione?

Durante il IX Congresso Internazionale di Anestesiologia SIMPAR-ISURA sono stati illustrati i legami tra alimentazione e dolore cronico.

 

SANIPRO - NUTRIZIONE ED INFIAMMAZIONE CRONICA: il dolore cronico muscolo-osteo-legamentoso - DOCENTE: DOTT.SSA ABENANTE LOREDANA

Avere un giusto rapporto di proteine, lipidi e carboidrati durante i tre pasti principali contribuisce a ridurre lo stato infiammatorio e di conseguenza del dolore.

Se si è difronte ad un soggetto che accusa dolori cronici i consigli nutrizionali hanno le caratteristiche di escludere o di ridurre degli alimenti che hanno azione pro-infiammatoria.

Chi non riesce a rispettare un piano nutrizionale programmato e attento incorre in un accumulo di calorie e grassi.

Determinati alimenti hanno una correlazione con l’infiammazione e con lo sviluppo del dolore dato dal fatto che il nostro sistema immunitario non riesce a tollerarli.

Il dolore nelle ginocchia, sulla colonna vertebrale o muscolare non è causato solo dal sovrappeso, ma dalla quota di sostanze infiammatorie causata dalla cattiva alimentazione, che danneggia le articolazioni stesse.

Lo dimostra il fatto che persone in sovrappeso hanno dolori anche alle piccole articolazioni, come le mani, in cui il peso non ha nessun ruolo.

 

Quali alimenti hanno un’azione pro-infiammatoria?

 

Come ridurre e sostituire la farina bianca raffinata in cucina: le valide alternative alla farina 00 - greenMe

Latticini, farine raffinate specialmente se contenenti glutine, zucchero e carne di maiale sono tra gli alimenti più problematici per la salute dell’uomo, in quanto oltre ad essere difficilmente digeribili, contengono sostanze tossiche e con elevato potere infiammatorio. Oltre a poter causare problemi digestivi, quali gastrite, ulcere, reflusso gastrico e colite, questi alimenti possono portare allo sviluppo di patologie molto più gravi, come malattie autoimmuni e perfino tumori.

Leggi l’articolo dove parlo dei danni del Glutine.

 

Suggerimenti Fitoterapici contro il dolore

Alpifarma.it - Artiglio del diavolo: proprietà, usi e controindicazioni

 

L’artiglio del diavolo è impiegato da secoli nella medicina tradizionale dei popoli sud-africani per la cura di vari problemi del sistema osteo-articolari.

L’efficacia analgesica e antinfiammatoria è data dalla presenza di glucosidi iridoidi – tra cui l’arpagoside – contenuti nella radice della pianta.

L’artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore e infiammazione senza che vi sia grave compromissione articolare come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa da artrosi cervicale, dolori generici alla cervicale, contusioni, sciatica, artrite, artrosi, gotta.

Pomate, unguenti e gel a base di artiglio del diavolo sono indicati in tutte le forme di infiammazioni articolari.

 

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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