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Com’è fatto il Diaframma?

Nel diaframma sono presenti alcune aperture che consentono a diverse strutture di passare dal torace all’addome o viceversa.

I 3 principali orifizi che noi prendiamo in considerazione sono quello della vena cava inferiore, lo iato aortico e lo iato esofageo che ora andrò a spiegare.

I 2 pilastri tendinei che si inserivano ai 2 lati destro e sinistro della colonna lombare si erano già incrociati una prima volta delimitando con la colonna stessa lo iato osteotendineo detto iato aortico che abbiamo visto essere molto poco deformabile.

I 2 pilastri appena dopo l’incrociamento, divaricano risalendo sul versante posteriore della cupola diaframmatica e arricchendosi di fibre muscolare per tornare ad incrociarsi subito dopo una seconda volta.
In pratica i 2 incrociamenti disegnano una sorta di cifra 8 e si trova a delimitare 2 orifici o iati: uno iato postero inferiore detto appunto iato aortico ed uno antero-superiore chiamato iato esofageo che costituisce l’apertura attraverso la quale l’esofago ed i nervi vaghi passano dal torace all’addome.

L’esofago nel suo passaggio attraverso questo iato presenta un ben visibile restringimento del suo diametro.

Superato il diaframma quindi già all’interno della cavità addominale termina subito dopo con il cardias o sfintere esofageo inferiore.
Questa piccola regione anatomica che sto descrivendo è costituita da iato esofageo del diaframma, restringimento diaframmatico dell’esofago, cardias, porzione del fondo dello stomaco seguito al cardias è quella zona che, con il passare degli anni, può andare incontro a modificazioni anatomofunzionali che configurano il quadro patologico che va sotto il nome di ernia iatale.

Inoltre il diaframma (che con i suoi tendini si inserisce sulla faccia anteriore delle vertebre) e la muscolatura addominale (che in continuità con la fascia toracoaddominale che si inserisce sulla parte laterale delle vertebre) prevengono e migliorano mal di schiena e lo scivolamento delle vertebre, preservando una corretta lordosi lombare. Per questo motivo una buona meccanica della respirazione diaframmatica addominale può prevenire l’insorgenza di dolori lombari.

Impariamo quindi a respirare con il diaframma:


Sdraiati in posizione supina, con la pancia rivolta verso l’alto, e concentra l’attenzione sulla tua pancia.
Per sentire il diaframma metti una mano sulla pancia e una sul petto, e inizia a respirare, l’obiettivo è far alzare la mano poggiata sulla pancia mentre quella posizionata sul petto deve restare ferma.
Inspira dal naso e osserva la pancia riempirsi di aria, poi pian piano espira dalla bocca.
La mano sul petto serve per fare in modo che il petto non si alzi e se noti che la mano si alza significa che non stai sfruttando il diaframma.
Quando espiri apri la bocca e lascia uscire l’aria in modo passivo, senza contrarre i muscoli addominali o inarcare la schiena.
Anche in questo caso la mano sul petto deve rimanere ferma.
Per respirare correttamente con il diaframma è necessario fare pratica e se imparerai ad espirare dalla bocca potrà essere utile quando sei in ansia per scaricare la tensione.

 

Articolo scritto in collaborazione con il Dott. Giulio Barelli, fiosioterapista dello studio Fiosioterapia Elvis

 

UNA GUSTOSA RICETTA PER AIUTARE IL TUO DIAFRAMMA

 

VELLUTATA DI ZUCCA

vellutata di zucca senza latte, facile e veloce

 

INGREDIENTI

600 g zucca cruda, sbucciata

200 g sedano rapa crudo, sbucciato

1 cipolla

1 carota

1 spicchio d’aglio

sale q.b

olio vegetale q.b

Per guarnire:

semi di zucca, prezzemolo, yogurt di soia, olio vegetale

PROCEDIMENTO

In una casseruola ho aggiunto la cipolla tagliata finemente, lo spicchio d’aglio schiacciato, la carota tagliata a tocchetti e li ho fatti appassire per un paio di minuti con 1 filo d’olio e poca acqua.
Poi ho aggiunto il sedano rapa e la zucca tagliati a cubetti e ho fatto insaporire il tutto per un paio di minuti. Infine ho aggiunto sale q.b, ho coperto il tutto con circa 1 litro d’acqua e ho fatto cuocere il tutto a fuoco medio per circa 25 minuti.
Una volta cotti gli ortaggi ho passato il tutto in un frullatore fino ad ottenere una vellutata liscia e omogenea.
Ho guarnito la vellutata con un cucchiaio di yogurt di soia (che è totalmente facoltativo quindi potete ometterlo) poi ho decorato con dei semi di zucca, prezzemolo ed un filo d’olio.
Ecco pronta la nostra vellutata da servire subito!

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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