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Cos’è il Diaframma?

 

 

Le antiche pratiche orientali sia di origine marziale sia taoiste consideravano giustamente il diaframma un muscolo di straordinaria importanza sia per la salute fisica sia per il benessere psichico ed emotivo.

Si tratta quindi del muscolo più importante fra i muscoli respiratori, quei muscoli che espandendo la cavità toracica, risucchiano per una ben precisa legge fisica l’aria dall’esterno verso l’interno delle vie aeree. Esattamente come succede quando aspiriamo aria o liquidi muovendo lo stantuffo di una siringa.

 

Sono muscoli volontari o involontari?

Sono sicuramente muscoli volontari come quelli degli arti e della schiena ma con una grande differenza: le braccia si muovono solo quando noi inviamo l’ordine motorio con la volontà, i muscoli respiratori invece rispondono come quelli delle braccia ai nostri ordini volontari ma normalmente senza che noi ce ne accorgiamo. Vengono attivati ritmicamente e automaticamente da ordini che partono da centri specifici e involontari del cervello.

Il diaframma è una spessa lamina muscolo tendinea cupoliforme convessa verso l’alto che separa il torace dall’addome.
Con la sua faccia superiore è in contatto con le basi polmonari e con il cuore, con la faccia inferiore è in rapporto con il fegato, lo stomaco, la milza e il rene sinistro.

Si inserisce con i suoi fasci tendinei periferici sulle ultime 6 costole, sullo sterno e sulle vertebre lombari mentre al centro verso la sommità della cupola le fibre muscolari confluiscono in un’ampia area tendinea a forma di trifoglio che viene attraversata dalla vena cava inferiore che dalla cavità addominale penetra nel torace.

I pilastri tendinei destro e sinistro delle inserzioni periferiche posteriori sulle vertebre lombari delimitano con le vertebre stesse il cosiddetto iato aortico, l’orificio addossato alla colonna vertebrale che da passaggio all’aorta discendente nel transito tra il torace e l’addome.

Questi pilastri con le vertebre formano una sorta di anello osteotendineo piuttosto rigido e indeformabile per proteggere l’aorta dai movimenti e dalle contrazioni continue del diaframma.
È importante considerare sempre il diaframma quando si parla di problemi cervicali o lombari: se il diaframma inizia a non funzionare bene coinvolgerà inevitabilmente anche le strutture vertebrali.

Il diaframma però potrebbe anche non funzionare bene e quando va in difficoltà e quindi non funzionare al 100% potremmo avere:

• molta difficoltà ad utilizzarlo bene e quindi risulta difficile “gonfiare la pancia”
• difficoltà a fare respiri profondi
• muscolo dolente o “intoccabile” quando si cerca di palparlo sotto alle coste

Quando questo avviene, ci possono essere una serie di conseguenze a vari livelli:

• Cause nervose, il diaframma è la prima vittima della nostra ansia e di conseguenza la nostra respirazione si fa più veloce e superficiale
• Cause metaboliche, il diaframma è a contatto diretto con lo stomaco che può essere causa di contrattura soprattutto se si presenta solo sul lato sinistro, quindi se questo è il tuo punto debole il tuo diaframma ne risentirà e di conseguenza tutta la respirazione
• Cause meccaniche, il diaframma non può lavorare bene se si passa una buona parte della giornata in posizione seduta o piegata in avanti ed è quindi molto più difficile fare respiri profondi a pieni polmoni
Nel prossimo post vedremo come respirare bene con il diaframma.

Quindi cosa devo fare?

Il diaframma può risultare contratto a causa metabolica, con questa affermazione indico il fatto che se introduciamo degli alimenti dannosi per il proprio sistema immunitario oppure li combiniamo in maniera sbagliata tra di loro può innescare un rigonfiamento dello stomaco che, andando a spingere sul diaframma, ne impedisce il suo lavoro provocandone un irrigidimento.

Per alleviare questo disagio la soluzione più logica sarebbe quella di riuscire a liberare lo stomaco da questi gas che lo gonfiano in modo anomalo. Il consiglio che mi sento di dare è quello di bere uno/due bei
bicchieroni di acqua quasi bollente a piccoli sorsi, prestando attenzione a non ustionarsi la lingua e l’esofago. Noterete dopo pochi sorsi che riuscirete ad espellere i gas tramite delle eruttazioni potenti. Immediatamente noterete un grande sollievo e riuscirete a respirare normalmente grazie al diaframma che perderà la sua contrattura iniziale.

In seguito vi lascio una ricetta che andrà ad alleviare la vostra sensazione di pesantezza oppure quella di fiato corto in caso riscontriate che il problema sia da imputare ad una causa metabolica.

La ricetta che trovate qui di seguito è stata creata e realizzata da Diana ed Alessio, due miei cari amici. In fondo lascio il link del loro sito.

Questa ricetta non è però indicata a chiunque, bisognerebbe prima valutare la situazione del proprio stato infiammatorio e soprattutto se gli ingredienti in questione sono compatibili con il proprio sistema immunitario.
Fatta eccezione di quanto appena detto sempre meglio consumare questa ricetta per colazione o per pranzo, evitare di mangiarla come pasto serale.

Fonti:

Articolo scritto insieme al Dott. Prof. Elio Gaeta

1

INGREDIENTI

5 carciofi
600 g macinato di tacchino
1 uovo sodo
30 g pangrattato di ceci
3 bicchieri d’acqua
prezzemolo fresco q.b
 granella di mandorle q.b
sale, pepe q.b
1-2 cucchiai d’olio di vinacciolo o altro a piacere consentito

 

Come realizzare il pan grattato di ceci?

170 g farina di ceci
25 ml olio a piacere consentito
60 ml acqua
sale q.b

Procedimento pan grattato di ceci:

Unisci tutti gli ingredienti in una ciotola, mescola e trasferisci l’impasto sul piano di lavoro infarinato.
Ricava un panetto liscio e omogeneo che andrai a stendere con il matterello ad uno spessore di 2-3 millimetri.
Con una rotellina ritaglia dei crackers che andrai a disporre in una teglia con carta da forno. Cuoci i crackers per 10 minuti a 180 gradi.
Fai intiepidire i crakers dopodiche’ spostali in un frullatore e frulla finemente.
Il pan grattato di ceci e’ pronto, puoi utilizzarlo nelle polpette, polpettoni ecc.
Conservalo in un barattolo, ti durera’ tante settimane.

PROCEDIMENTO ROSE DI CARCIOFI RIPIENI

Lava e pulisci i carciofi eliminando le foglie esterne piu’ dure e i gambi (non buttarli, puoi cuocerli insieme ai carciofi).
Schiaccia l’uovo sodo in un piatto con una forchetta.
In una ciotola unisci il tacchino, l’uovo schiacciato, il pan grattato, il sale e il pepe, lavora il composto con le mani dopodiche’ riempi i carciofi aprendo le foglie.
Trasferisci i carciofi ripieni in una pentola capiente, spolvera con della granella di mandorle e aggiungi i tre bicchieri d’acqua. Copri con un coperchio e fai cuocere a fuoco medio per circa mezz’ora o di piu’ se necessario.
Termina la cottura in forno a 180 gradi per 10 minuti, con la funzione GRILL per gratinare.
Sforna e aggiungi a piacere delle foglie del prezzemolo e un goccio di olio.

 

Se vuoi iniziare un percorso insieme a me per ritornare in salute mangiando, contatta il mio team tramite la live chat e riceverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

 

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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