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Cos’è il microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale, spesso confuso con il microbioma, è uno degli elementi fondamentali di tutto l’ecosistema intestinale.

La teoria del microbiota scomparso come conseguenza della modernità

Composto prevalentemente da batteri, lieviti virus e parassiti, è in grado di svolgere una serie di funzioni essenziali per l’ospite: funzioni di tipo metabolico, quindi sintesi di sostanze utili all’organismo, di tipo enzimatico, di protezione e stimolo verso il sistema immunitario e di eliminazione di tossici. Il microbioma invece rappresenta l’intero patrimonio genetico del microbiota. Quando essi coesistono in equilibrio vi è una condizione chiamata eubiosi. L’ecosistema intestinale comprende tre componenti: la barriera intestinale, che è un filtro molto selettivo e importante per il benessere dell’intero organismo, una struttura di tipo neuroendocrino oggi chiamata comunemente “secondo cervello” ed infine, il microbiota intestinale che, pur non essendo un vero organo perché funzionalmente ci appartiene anche se non dal punto di vista anatomico, da sempre ci accompagna nell’evoluzione filogenetica.

Il microbiota intestinale è strettamente legato all’età

Microbiota intestinale e risposta immunitaria: come cambiano in terza età

l’organismo cerca di mantenere in autonomia un equilibrio adeguato della composizione microbica, soprattutto nella fase centrale della vita. Il microbiota è presente fin dalla nascita, e in maggior ragione se il parto avviene naturalmente e si preferisce l’allattamento al seno rispetto alla nutrizione con latte artificiale. In primis, passando per il canale vaginale, mucosa ricca di specie batteriche benigne ed il contatto con l’apparato escretore, ed in secondo luogo attraverso l’allattamento, viene fornito al neonato un microbiota necessario per evitare le disbiosi infantili e per garantire, oltre agli anticorpi, un’immunità necessaria per sopravvivere ai primi mesi di vita.

Nei primi due anni, questo equilibrio è molto più instabile e viene addirittura a mancare negli anziani. Ma anche negli adulti il microbiota ha piccole variazioni giornaliere, condizionate soprattutto dall’alimentazione.

Come posso aiutare il mio microbiota intestinale?

Merita analizzare quali sono i fattori che intervengono negativamente nella determinazione della composizione microbiota. Da annotare sono principalmente due le casistiche:

  • La presenza di infezioni che sopraggiungono dall’esterno e che danno disbiosi acuta.
  • Fattori che incidono in modo più silente più lento determinando uno stato di disbiosi cronica.

È il caso delle alimentazioni scorrette, per esempio le diete con troppi carboidrati e degli stili di vita sbagliati (non fare attività fisica, fumo, l’abuso di alcool, ecc.) protratti nel tempo. Inoltre, fra gli elementi che contribuiscono a modificare l’equilibrio e la composizione del microbiota bisogna annoverare anche le componenti farmacologiche. Infatti, larga parte della popolazione assume farmaci in modo cronico e questo contribuisce a variare profondamente il microbiota.

L’abuso di inibitori di pompa protonica (PPI), cortisonici e contraccettivi orali fa sì che si creino disbiosi silenti, che non vengono percepite immediatamente dal paziente come quelle acute. Al contrario degli antibiotici che scatenano disbiosi acute con sintomi facilmente rilevabili come diarrea, stipsi, dolore addominale e meteorismi.

Quando si instaura uno stato di disbiosi cronica, invece, lentamente si instaurano anche importanti alterazioni funzionali che coinvolgono soprattutto la barriera intestinale.

 

Questo accade perché la barriera intestinale è selettiva: esistono alcune strutture chiamate “giunzioni serrate” o “thight junction” che mettono in collegamento le varie cellule intestinali e che permettono il passaggio bidirezionale di sostanze dal lume intestinale al torrente circolatorio. Sono strutture proteiche che traggono grande beneficio e sono molto condizionate nella loro funzionalità da sostanze come gli acidi grassi a catena corta, prodotti proprio dal metabolismo del microbiota intestinale.

L’alterazione del microbiota intestinale dal punto di vista metabolico comporta, di riflesso, l’alterazione della funzionalità delle giunzioni serrate e quindi il passaggio di sostanze tossiche, di allergeni, di microbi nel torrente circolatorio e quindi dall’intestino a tutto l’organismo.d

Un’altra importantissima funzione è quella di garantire lo sviluppo corretto del sistema immunitario, a partire, come detto in precedenza, dalla nascita. Il microbiota ha lo scopo di addestrare e tenere pronte le immunoglobuline al riconoscimento dei batteri non appartenenti al corredo microbiologico sano. La corretta formazione di un sistema immunitario comprende inoltre il riconoscimento dei batteri “buoni”, ovvero quelli necessari al fine di mantenere l’eubiosi, ma anche la capacità di identificare l’eccesso o il difetto di tali batteri e di agire di conseguenza, trattandoli come patogeni.

 

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Scritto dal Dr Francesco Norcini, consulente alimentare.
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